Pubblicato il: 22-7-2026
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Gli italiani usano ogni giorno piattaforme online, servizi digitali e assistenti basati sull'intelligenza artificiale. La conoscenza di cosa accade ai loro dati personali resta però limitata. È il quadro che emerge dalla ricerca "Sovranità digitale e proprietà dei dati", realizzata da Excellera Intelligence per Fondazione Grins, dedicata al rapporto tra cittadini, privacy e controllo delle informazioni personali.
Il primo dato riguarda la distanza tra intenzioni e pratica. Il 91% degli italiani dichiara attenzione alla tutela dei propri dati personali. Soltanto il 18% afferma di sapere dove finiscono le informazioni che condivide online. La stessa distanza si ritrova nei comportamenti quotidiani. Il 62% accetta le informative sulla privacy senza leggerle. Il 45% si dice disposto a cedere una parte della propria riservatezza in cambio di servizi digitali più efficaci.
La ricerca registra una sensibilità crescente verso gli equilibri di potere nel mondo digitale. Per il 73% degli intervistati le grandi piattaforme tecnologiche hanno oggi più potere dei governi nazionali. Il 75% considera problematico che una parte rilevante dei servizi usati ogni giorno sia gestita da soggetti con sede fuori dall'Unione Europea.
Il termine "sovranità digitale" resta poco conosciuto. Il 15% degli intervistati dichiara di saperlo definire con precisione. Una volta spiegati obiettivi e implicazioni, il 90% lo considera importante per il futuro del Paese.
Il tema tocca la vita concreta delle persone. Sei italiani su dieci dichiarano di aver subito almeno un incidente digitale, tra accessi non autorizzati agli account, malware, truffe online e furti di informazioni personali. L'attenzione si estende agli assistenti di intelligenza artificiale. Il 69% degli intervistati si dice preoccupato per il modo in cui questi strumenti trattano i dati personali, una quota vicina al 70% registrato per i social network.
Dalla ricerca emerge una richiesta di strumenti che restituiscano alle persone un controllo diretto sulle proprie informazioni. L'88% si dichiara interessato a un "Portale del cittadino digitale", uno spazio unico per raccogliere, consultare e gestire i dati generati dai servizi pubblici e privati. Il valore di questa richiesta risalta se confrontato con la scarsa conoscenza dei diritti già previsti. Il 13% conosce il diritto alla portabilità dei dati, cioè la possibilità di recuperare le proprie informazioni e trasferirle da una piattaforma a un'altra."Questa ricerca mostra come gli italiani abbiano sviluppato una forte sensibilità verso i temi della privacy, della sicurezza e del controllo dei dati, ma evidenzia anche un importante divario di consapevolezza", commenta Vincenzo Atella, Professore Ordinario in Economia Politica e Vicepresidente di Fondazione Grins. "Oggi la sovranità digitale non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori: riguarda la capacità di cittadini, imprese e istituzioni di comprendere come vengono utilizzati i dati, di esercitare un controllo reale sulle informazioni personali e di costruire un ecosistema digitale affidabile, sicuro e coerente con i valori europei. I risultati dimostrano che esiste una domanda crescente di trasparenza, autonomia e strumenti che permettano alle persone di partecipare in modo più consapevole alla vita digitale. È su queste sfide che ci stiamo muovendo con Amelia, per dare un contributo concreto al Paese".
"I dati sono ormai una delle infrastrutture strategiche del Paese. Fondazione Grins e Amelia nascono per trasformarli in conoscenza utile alle decisioni di istituzioni, imprese e cittadini, attraverso una piattaforma nazionale che mette insieme sicurezza, trasparenza, privacy ed efficienza. Il fatto che Amelia operi su server nazionali, e non su cloud commerciali esterni, rafforza la protezione dei dati e la capacità di governarne l'utilizzo. È qui che la sovranità digitale diventa concreta: non uno slogan, ma la condizione per un'innovazione affidabile, sicura e al servizio dell'interesse collettivo", dichiara Matteo Cervellati, Presidente di Fondazione Grins e Professore Ordinario in Economia Politica.
Amelia è la piattaforma open data di Fondazione Grins, nata con fondi PNRR e ospitata sui server Cineca. Raccoglie e analizza grandi volumi di dati economici, sociali, ambientali e territoriali, con l'obiettivo di renderli fruibili a istituzioni, imprese e cittadini. Fondazione Grins coinvolge decine di università italiane e promuove il partenariato tra pubblico e privato sui temi della ricerca, dei dati e delle politiche per il Paese.
Fondazione GRINS
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