Pubblicato il: 18-5-2026
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Un team di ricercatori del LEA (Laboratorio di Economia e Analisi dei Trasporti) dell'Università di Bari – Angela Stefania Bergantino, Alessandro Buongiorno, Giulio Fusco, Mario Intini e Gianluca Monturano – ha pubblicato uno studio su Research in Transportation Business & Management che indaga una relazione finora poco esplorata: come le fluttuazioni del prezzo di benzina e diesel modificano l'accessibilità potenziale alla rete ferroviaria, anche quando l'infrastruttura fisica rimane invariata.
Lo studio copre il periodo 2016-2024, includendo quindi sia la fase pre-pandemica, sia lo shock energetico successivo alla guerra in Ucraina e, più recentemente, le tensioni nello Stretto di Hormuz che hanno riacceso la volatilità dei prezzi dei carburanti.
I ricercatori hanno sviluppato un nuovo indicatore spaziale chiamato EN-3SFCA (Empirically-Weighted Network-based Three-Step Floating Catchment Area), che misura l'accessibilità ferroviaria di tutti i 7.904 comuni italiani. L'indicatore combina:
A questo è stato abbinato un panel unico di prezzi dei carburanti a livello comunale, costruito a partire dai dati giornalieri del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per il periodo 2016-2024.
Per garantire la robustezza dei risultati, sono stati impiegati tre approcci econometrici complementari:
Two-Way Fixed Effects (TWFE): modello baseline che controlla eterogeneità inosservata tra comuni e shock temporali comuni;
Risultati principali
Lo studio evidenzia due meccanismi distinti:
L'effetto è più pronunciato sui corridoi ad alta velocità dove operano più operatori (es. Italo accanto a Frecciarossa), e varia significativamente tra montagna (effetto positivo da aumenti dei prezzi), collina e pianura (effetto negativo).
Dichiarazione dei ricercatori.
"La recente crisi energetica, acuita dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, ha riportato l'attenzione sulla vulnerabilità dei sistemi di mobilità agli shock dei prezzi del petrolio. Il nostro studio mostra che questi shock non colpiscono tutti i territori allo stesso modo: i comuni a bassa accessibilità strutturale, spesso nelle aree interne e montane, rimangono i più esposti. Misurare l'accessibilità non solo come distanza fisica ma come costo generalizzato di trasporto è fondamentale per progettare una transizione energetica che non lasci indietro nessuno. L'indicatore EN-3SFCA che abbiamo sviluppato è uno strumento concreto a disposizione dei policy maker per indirizzare investimenti mirati dove servono davvero."
Implicazioni per le politiche pubbliche
I risultati suggeriscono che le politiche di decarbonizzazione e transizione energetica dovrebbero integrare misure di accessibilità spaziale per evitare di amplificare le disuguaglianze territoriali. Investimenti mirati sul potenziamento della rete regionale e sul miglioramento dell'accesso multimodale alle stazioni possono contribuire a rendere i territori più resilienti agli shock dei prezzi dell'energia.
Fondazione GRINS
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